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Viaggio dell’eroina e Viaggio dell’eroe: dentro e oltre le strutture narratologiche.

Il Viaggio dell'Eroe e il Viaggio dell'Eroina, dentro e oltre le strutture narratologiche.
Creative graffiti wall with portrait of Frida Kahlo di Brett Syles pexels.com

Conosci il Viaggio dell’eroe? È una famosa struttura narratologica che ti aiuta a costruire la trama di una storia. Di seguito ti darò alcune informazioni essenziali sul Viaggio dell’Eroe, poi scopriremo il Viaggio dell’Eroina. Al termine ti proporrò un’idea per esercitarti con la tua scrittura creativa.

Il Viaggio dell’Eroe sta alla base di quasi tutti i costrutti narrativi dell’industria editoriale, prevalentemente americana, dai libri al cinema. In breve: a partire dagli studi sulla mitologia e sui 12 archetipi codificati da Carl Gustav Jung, Joseph Cambpell, saggista e storico delle religioni statunitense, pubblica il suo: “The Hero with a Thousand Faces” (1949), l’Eroe dai mille volti, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1958 da Feltrinelli.

Segue la trasposizione a fini letterari di Christopher Vogler, sceneggiatore statunitense di Hollywood, nel saggio: “The Writer’s Journey: Mythic Structure For Writers”, pubblicato in Italia a cura di Dino Audino Editore, con il titolo: Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, in tre edizioni ogni volta ampliate (1992-1998-2007).

Secondo Jung, i 12 Archetipi sono parti e caratteristiche dell’inconscio collettivo. Nasciamo e veniamo via via immersi in questo “territorio psichico” da cui siamo influenzati in modi ambivalenti. Ciascuno di essi infatti porta con sé spinte che facilitano ed altre che ostacolano il nostro viaggio esistenziale.

Affinché l’avventura narratologica si animi e il protagonista abbia una ragione per dare inizio al suo viaggio, sono però indispensabili a monte una premessa e un’urgenza interiore forti, che si traducono in un tema e un punto di vista tematico.

Il percorso evolutivo del protagonista, definito da Dara Marks Arco di trasformazione del personaggio, deriva infatti da tensioni-conflitti interni allo stesso. Attraverso queste urgenti spinte, l’arco si tende e la trama (ossia la questione da risolvere oggetto del racconto) si dipana.

Immagine tratta dal libro: “L’Arco di Trasformazione del Personaggio” di Dara Marks, Dino Audino Editore – 2007

Il protagonista (colui o colei che cerca di risolvere la questione) avanza ed evolve affrontando difficoltà interne (come il fatal flaw – difetto fatale: una qualche percezione/proiezione profondamente alterata che lo porta in genere ad auto sabotarsi) ed esterne, date dal contesto.

Immagine tratta da: Thearetical Concepts — The Hero’s Journey in Advertising

Tra prove e superamenti raggiunge un più elevato livello di consapevolezza, come accade nel corso della nostra esistenza terrena.

Se risulta chiaro il perché la questione da affrontare è importante, ossia ciò che la storia vuole effettivamente dire, il tema emerge in modo netto.

Gli archetipi di Jung (combinati con l’arco di trasformazione): Innocente, Orfano, Angelo Custode, Amante, Cercatore, Distruttore, Creatore, Sovrano, Mago, Saggio, Folle, si rivelano così strumenti utili per tracciare un percorso narratologico e costruire personaggi dotati di tridimensionalità.

Il Viaggio dell’Eroe, all’interno del quale dicevamo, si installi un arco di trasformazione, inizia dal mondo ordinario (ossia lo stato interiore di partenza, oltre al luogo fisico) con una chiamata all’avventura, prosegue con: il rifiuto della chiamata/resistenza, l’incontro con il mentore, il superamento della prima soglia e approdo al mondo straordinario, il riconoscimento di alleati e nemici, l’avvicinamento alla caverna (prova) più profonda, la prova centrale, l’incontro con la propria parte ombra (morte e resurrezione), la ricompensa, il rifiuto del ritorno, il ritorno a casa con nuova saggezza-conoscenza (elisir).

L’andamento è progressivo e si procede solo in avanti.

Immagine tratta da: slideshare.net/GiorgioPiumatti/il-viaggio-delleroe

Se il Viaggio dell’Eroe è una traccia nella quale risulta abbastanza naturale immedesimarsi, poiché sta alla base dell’intreccio di molte storie che nella vita abbiamo ascoltato o letto, e probabilmente interpretato nel corso della nostra esistenza, è anche vero che offre un punto di osservazione prevalentemente concepito al maschile ed insito nella società patriarcale. Da ciò conseguono sotto schemi culturali di rappresentazione che direzionano la visione del mondo e della creatività. E ciò vale per le donne e per gli uomini, indistintamente.

Senza voler entrare in una riflessione socio culturale o politica, quello che mi sta a cuore, in particolare, è mantenere e favorire il focus sulla creatività, su come liberarla e tradurla in ciò che più ci sostiene nella stesura della nostra storia.

Limitiamoci allora a riconoscere che una trama può essere costruita adottando punti di vista tematici differenti e da ciò conseguono risultati molto diversi. Nessuno è peggiore dell’altro in sé, dipende dall’uso che se ne fa e dalla riflessione che sta a monte.

Vale dunque la pena esplorare diversi modelli per individuare quello che, come un abito creato su misura, renda il miglior servizio alla storia, avvolgendola senza inibirla o renderla insignificante.

Numerosi studi trattano la progressione archetipica in chiave femminile. In questo caso, l’ordine degli archetipi (spinte psichiche) muta perché diverse sono le implicazioni interiori del Viaggio dell’Eroina rispetto a quelle del Viaggio dell’Eroe, inteso come sopra.

Protagonista del Viaggio dell’Eroina può essere chiunque, (uomo o donna) non poggi il viaggio su una cultura patriarcale.

Addentriamoci nel Viaggio dell’eroina attraverso alcuni modelli di matrice psicologica.

In “The heroine’s journey”, Maureen Murdock, psicoterapeuta, ex allieva di Campbell, – dopo aver esposto la sua tesi allo stesso, nel 1983, e aver sentito più o meno questa risposta: “Le donne non hanno bisogno di fare il viaggio. In tutto il viaggio mitologico la donna è presente. Tutto quello che deve fare è rendersi conto che è già nel posto in cui le persone (gli uomini) stanno cercando di arrivare. ” – O per dirla con le parole di Marina Pierri: “la donna non è una viaggiatrice ma una meta”

Murdock, dicevamo, concepì la sua proposta nel 1990: un modello del viaggio di un’eroina basato sul suo lavoro con le donne in terapia.

[“Campbell forse non era interessato al fatto che le donne rivendicassero qualità che erano state perse a causa dell’inculturazione o che non erano mai state viste come loro di diritto, oppure era accecato dal fatto che i miti che stava esaminando coinvolgevano figure maschili”(?) Fonte citazioni: Audinoeditore.it].

Murdock si convinse che le donne fossero coinvolte nei propri viaggi e ricerche psico-spirituali e Il libro The heroine’s journey fu la sua personale indagine psicologica da cui scaturì una strutturazione sulle specificità del viaggio delle donne e degli uomini.

Ecco il modello di Murdock (Testo tradotto dall’originale inglese, immagine tratta dal testo originale)

  • 1.L’eroina si separa dal femminile. – Il “femminile” è spesso una figura madre-mentore o un ruolo femminile-emarginato-estraneo prescritto dalla società.
  • 2.Identificazione con il maschile e raduno degli alleati.  – L’eroina abbraccia un nuovo modo di vivere. Ciò spesso comporta la scelta di un percorso diverso dal ruolo sociale prescrittole, l’attrezzarsi a “combattere” un’organizzazione-ruolo-gruppo, che limita le opzioni di vita dell’eroina, o l’ingresso in una sfera definita dall’identità maschile-dominante.
  • 3.Strada-prove e incontro con orchi e draghi. – L’eroina incontra prove e persone che cercano di dissuaderla dal perseguire la via prescelta o di distruggere l’eroina stessa.
  • 4.Sperimentare il beneficio del successo. – L’eroina supera gli ostacoli sulla sua strada. (Di solito questo è il punto in cui finisce il viaggio dell’eroe.)
  • 5.L’eroina si risveglia a sentimenti di aridità-morte spirituale. Il nuovo modo di vivere dell’eroina (tentando l’identità maschile-dominante) è troppo limitato. Il successo in questo nuovo approccio è temporaneo, illusorio, superficiale o richiede un tradimento di sé nel tempo.
  • 6.Iniziazione e discesa alla dea. L’eroina affronta una sorta di crisi in cui il nuovo modo di vivere è insufficiente e cade nella disperazione. Tutte le strategie del gruppo maschile-dominante hanno fallito.
  • 7.L’eroina desidera urgentemente riconnettersi con il femminile. L’eroina vuole, ma non è in grado di, tornare al suo stato-posizione iniziale limitata.
  • 8.L’eroina guarisce la separazione madre-figlia. L’eroina rivendica alcuni dei suoi valori, abilità o attributi iniziali (o quelli di altri simili) ma ora vede questi tratti da una nuova prospettiva.
  • 9.L’eroina guarisce il maschile ferito dentro di sé. L’eroina fa pace con l’approccio “maschile” al mondo così come si manifesta.
  • 10.L’eroina integra in sé il maschile e il femminile.

Ed ora addentriamoci anche nel modello di Victoria Lynn Schmidt. (Testo tradotto dall’originale inglese, immagine tratta dal testo originale).

Nel suo: “45 Master Characters: Mythic Models for Creating Original Characters” 45 modelli primari della mitologia per creare personaggi originali. Il suo arco narrativo, pur simile a quello di Maureen Murdock, comprende una gamma più ampia di argomenti ed esperienze. Vediamole:

  • 1.Illusione del mondo perfetto. L’eroina mette in atto strategie di coping che crede funzioneranno nel mondo, per come ritiene che sia. (Il concetto di copingtraducibile letteralmente dall’inglese con “far fronte”, “fronteggiare”, “tenere testa” – è impiegato in psicologia per indicare una serie di comportamenti messi in atto dagli individui per cercare di tenere sotto controllo, affrontare e/o minimizzare conflitti e situazioni o eventi stressanti ). Tali strategie possono includere: ingenuità (non mi succederà nulla); gli uomini/il gruppo dominante si prenderanno cura di me; sono eccezionale e sarò “uno dei ragazzi”; tutto funzionerà se riesco a compiacere mia madre/padre/marito/capo/ecc. 
  • 2.Tradimento/disillusione. Le strategie di coping dell’eroina falliscono perché viene tradita da qualcuno, perché si rende conto che la sua strategia è tossica/inefficace, o perché realizza che il mondo non è come immaginava. 
  • 3.Il risveglio e la preparazione al viaggio. L’eroina potrebbe inizialmente perdere ogni speranza ma decide di fare qualcosa per risolvere la sua situazione. Altri potrebbero provare a scoraggiarla ma proprio l’energia scaturita al suo interno, dal senso di tradimento, la spinge ad andare avanti. L’intera direzione della sua vita a questo punto cambia. L’eroina trova gli strumenti di cui ha bisogno ma continua a guardare fuori da sé.  
  • 4.La discesa. Il passaggio delle porte del giudizio. L’eroina sperimenta la paura, l’abbandono, il senso di colpa e/o la vergogna associati all’abbandono del suo vecchio modo di essere. Potrebbe vergognarsi della sua nuova identità. Potrebbe sentirsi in colpa per i suoi sentimenti o espressioni sessuali. Potrebbe provare paura/vergogna associate all’esprimersi,  all’onorare l’intuizione e/o al lasciare andare relazioni che non funzionano per lei. L’eroina deve rinunciare al controllo e a tutti i  suoi strumenti/difese/”armi” per andare avanti.    
  • 5.L’occhio del tempesta. In questa fase, (che corrisponde al conoscere il beneficio del successo per la Murdock), l’eroina sperimenta un piccolo assaggio di successo che le provoca un falso senso di sicurezza. Può sperimentare un successo momentaneo – non duraturo – perché coloro che la circondano  non vogliono essere guidati da una donna/minoranza, perché altri iniziano a indebolirli, o perché la loro crisi passa e l’eroina viene così lasciata a ricoprire molteplici ruoli, impossibili da attuare per una singola persona. (Nei viaggi delle eroine, costruiti secondo lo schema del viaggio dell’eroe, la storia probabilmente finisce qui.)  
  • 6.Morte/tutto è perduto. In questa fase (che nello schema della Murdock corrisponde al momento in cui l’eroina si risveglia a sentimenti di aridità/morte spirituale), l’eroina si rende conto che  le sue strategie di coping originarie non sono efficaci, e che le sue nuove abilità/strumenti non possono  sostenerla. Mantenere uno stato di rispetto richiede un combattimento costante (insostenibile) e, man mano che le cose peggiorano, l’eroina sente che non c’è speranza. Nonostante tutti i suoi sforzi fallisce ma a questo punto accetta la sconfitta. 
  • 7.Supporto.  Accade così che l’eroina incontra qualcuno (mi permetto di aggiungere, per la mia storia personale fino ad oggi, che proprio la resa consente di fare nuovi passaggi interiori indispensabili per scorgere e accogliere l’aiuto…), che potrebbe anche essere uno spirito/dea/musa interiore, che le offre sostegno. L’eroina abbraccia l’aspetto “femminile” di tale sostegno e accetta di non essere completamente autosufficiente. Accoglie dunque il suo bisogno di sostegno come un aspetto positivo, di crescita. 
  • 8.Rinascita/momento della verità. L’eroina ritrova la propria forza e risolutezza con l’aiuto del supporto. Si “risveglia” e vede il mondo, e il proprio ruolo al suo interno, in modo diverso. L’eroina capisce che saranno necessari cervello, cuore e coraggio e affronta la propria paura con compassione.  
  • 9.Ritorno a un mondo visto con occhi nuovi. L’eroina vede il mondo per quello che è.  La sua esperienza cambierà gli altri ma ricevere un riconoscimento per essere portatrice di cambiamento non è la sua priorità. Le conseguenze della sua esperienza possono estendersi oltre la sua vita o restare “anonime”. La ricompensa dell’eroina è spirituale e interiore. Si conosce meglio e si impegna in interazioni reciproche nel suo mondo. Questa nuova prospettiva porta nuove strategie di vita.   

Nel 2020, questi e molti altri studi sono stati ripresi e testati in forma di insegnamento, in relazione al contesto delle serie TV, dalla studiosa di narratologia Marina Pierri nel suo: “Eroine, come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire”– Edizioni Tlon.

A partire dalla progressione archetipica così ridelineata: Innocente, Orfana, Guerriera, Angelo Custode, Cercatrice, Distruttrice, Amante, Creatrice, Sovrana, Maga, Saggia, Folle, l’autrice evidenzia alcuni snodi fondamentali che differenziano e rendono più articolato il Viaggio dell’eroina rispetto al Viaggio dell’Eroe.

Nella costruzione di una narrazione, non solo in relazione al genere del protagonista, la spinta culturale agita sul maschile, per innescare il Viaggio dell’Eroe, è l’andare, mentre quella femminile è il restare.

Se la protagonista accetta la sfida, quel restare può diventare un affrontare un guardiano, nel suo caso almeno duplice: quello esteriore e quello interiore.

Quando l’eroina varca la I° soglia (del Viaggio dell’Eroe) ha infatti già compiuto un passaggio enorme: ha affrontato il guardiano esteriore e sceglie di affrontare quello interiore che è il vero punto di snodo del suo viaggio.

…”Allora sei in ginocchio? Bene. Ora muori a te stessa. All’idea di te stessa. Tutto quello che pensi di essere non lo sei. Cosa rimane? Cerca di scoprirlo. Smettila di pensare. Volete tutti aiutare qualcuno! Aiuta te stessa. Come sull’aereo, infila la tua maschera prima di tutto. Non stai ascoltando. Senti solo i tuoi pensieri strampalati come un fiume di merda. In continuazione. Guarda i tuoi pensieri per quello che sono. Smettila di aiutare, smettila di programmare. Arrenditi! Non c’è via d’uscita”. – Top of the Lake, episodio 1×06.

«Arrenditi» mi era sembrato, tra tutti, un suggerimento inconcepibile” – scrive Marina Pierri nel suo Eroine – e continua: “ero sfinita, ma l’idea di smettere di combattere per quel che desideravo non mi era nemmeno passata per la testa. Come molte donne che definiremmo “forti”, magari cresciute da madri e padri forti, o parenti o amici forti, vedevo il senso della lotta; non quello della resa. Mi sembrava un paradosso rinunciare alla battaglia proprio quando mi sentivo così vicina alla vittoria: esattamente il pensiero di Robin. Adesso comprendo che nel consiglio di GJ c’era il senso del Viaggio dell’Eroina”. Tratto da: Marina Pierri – Eroine. Come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire – Edizioni Tlon.

Prima di approdare al suo mondo straordinario, l’Eroina può mettere in discussione dalle fondamenta i ruoli e i comportamenti che ha scelto di accettare o che ha suo malgrado interpretato: l’essere simbolicamente, per cultura, la meta del viaggio esistenziale, un angelo custode che veglia e si prende cura di chi la circonda. Può scegliere di confrontarsi anche con il suo innato istinto all’esplorazione, rompere schemi cognitivi non autentici, riconoscere che l’Angelo Custode, mentore nel Viaggio dell’Eroe, è anche lei stessa e può auto determinarsi.

Quando questo processo di destrutturazione e ripartenza si è innescato, si avvicendano una serie di catarsi interiori e l’Eroina approda al suo mondo straordinario, ma, a differenza di quello che accade all’eroe, non è la fase in cui si orienta tra nemici e alleati e sa come agire, quanto piuttosto: il momento in cui può riconoscere tutte le voci che la abitano o la vogliono richiamare all’ordine e, nel fare spazio e silenzio, scoprire finalmente la voce più importante: la sua!

La voce le dice chi è e chi può diventare ma il prezzo da pagare è niente meno che la distruzione o destrutturazione di tutto ciò che non è nella sua natura originaria

Maureen Murdock chiama questo passaggio la discesa verso la dea e Jean Shinoda Bolen aiuta a riconoscere le caratteristiche psicologiche delle dee della mitologia greca insite nell’eroina.

Solo attraverso la discesa dentro di sé, l’Eroina potrà intraprendere un viaggio che la porterà ad una maggior libertà da condizionamenti e al poter vivere secondo le sue regole e valori.

Il punto d’arrivo della protagonista non si misura sull’ottenimento di una saggezza oggettiva, condivisibile dalla comunità, come nel caso del Viaggio dell’Eroe. Ogni eroina lo stabilirà da sola, per sé, avendo abbracciato anche la sua parte ombra, in quanto tale, e ne farà un nuovo punto di partenza.

Tale excursus, può essere applicato, lo ricordiamo, sia a personaggi maschili che femminili, anzi, nel momento in cui si realizza che il viaggio non è necessariamente prerogativa di un tipo di eroe, concepito per un tipo di società, si aprono le porte di un’esplorazione interiore molto più profonda.

Le storie che amiamo leggere e che possiamo auspicare di scrivere, che ci offrano un finale edificante o meno, sono quelle che si manifestano nella loro forza dirompente, che usano le strutture narratologiche per decollare ma non ne sono soggiogate. Se tema e punto di vista tematico sono forti sarà la storia stessa a condurre.

Al di là di modelli prescrittivi, per sostenere la costruzione di una storia è fondamentale imparare a porsi da diversi punti di osservazione e darsi il modo e il tempo per restare in ascolto di sé.

Le strutture archetipali ci sussurrano infatti interiormente prima di essere disposte in bell’ordine sulla pagina del nostro viaggio narrativo. Sono parti profonde di noi e del sogno collettivo nel quale siamo immersi e dal quale forse, grazie al viaggio stesso, possiamo risvegliarci.

Un proposta/esercizio su quanto abbiamo fin qui argomentato:

Se ami scrivere e sperimentare ti invito a costruire l’arco di trasformazione del personaggio usando i modelli in questo modo:

A) Crea la tua protagonista femminile usando l’arco di trasformazione del modello Viaggio dell’Eroina (tra i due presentati o entrambi).

B) Crea il tuo protagonista maschile usando l’arco di trasformazione del modello Viaggio dell’Eroe.

A) Prendi l’arco di trasformazione che hai creato e riscrivilo applicando alla tua protagonista femminile il modello del Viaggio dell’Eroe.

B) Prendi l’arco di trasformazione che hai creato e riscrivilo applicando al tuo protagonista maschile il modello del Viaggio dell’Eroina (tra i due presentati o entrambi).

Se vuoi condividere gli esiti dell’esercizio scrivi a entranellatuastoria@gmail.com

Ringrazio Annalisa Bianciardi de Luca per avermi fornito tutti gli spunti necessari per approfondire la riflessione in questo articolo, e per essere parte attiva nel mio personale viaggio dell’eroina.

Ringrazio Andrea Scopelli con il quale dal 2018 ci siamo impegnati ad osservare la realtà e a rappresentarla insieme in forma visuale. Sin dall’inizio della nostra collaborazione, ci siamo soffermati sul fatto che la produzione culturale del mondo occidentale adotta una regia prevalentemente maschile. La nostra risposta creativa, basata su sensibilità e valori condivisi, ben oltre la distinzione di genere, ha dato vita ad alcuni video racconti dedicati ad eroine in viaggio.

entra nella tua storia, è un format che si declina attraverso testi (libri), voce (audiolibri) e immagini (video racconti).

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Se vuoi ricevere informazioni sulle prossime edizioni oppure su versioni online scrivi a entranellatuastoria@gmail.com

Ti invito ad unirti al mio viaggio sul canale Telegram, dedicato a chiunque desideri nutrire e liberare la propria creatività, senza distinzioni di genere, nel reciproco sostegno, per avvicinarci insieme, al nostro vero “essere creativi”.

Scopri anche il Servizio Custodi della tua StoriaConsulenza e tutela specialistica al servizio di chi crea. Custodi della tua storiaUna consulenza editoriale specialistica, legale e progettuale, per le opere d’ingegno, per chi vuole scrivere, pubblicare e distribuire un libro, audiolibro, video racconto, docufilm; un progetto cinematografico – televisivo, musicale, artistico, fotografico, grafico ecc. e per chi vuole essere accompagnato nella realizzazione e nella tutela. Custodi della tua storia è un’idea e un servizio a cura di BARBARAZIPPO.NET  e DANDI MEDIA  Claudia Roggero

Bibliografia e fonti web

i 12 archetipi di Gustav Jung

Puoi consultare la descrizione dei singoli archetipi accedendo ad una delle innumerevoli fonti a disposizione come questa.

Joseph Campbell

L’Eroe dai mille Volti – 1958 Feltrinelli, 2016 Lindau

Christopher Vogler

Il viaggio dell’eroe. La struttura del mito ad uso di scrittori di narrativa e di cinema, in tre edizioni ogni volta ampliate (1992-1998-2007)

Viaggio dell’eroe immagini del modello ed esempi

Maureen Murdock

Il Viaggio dell’Eroina di Maureen Murdock – 1990

Il viaggio dell’eroina – audinoeditore.it – 2010

Dara Marks

L’arco di trasformazione del personaggio Audino Editore – 2007

Jean Shinoda Bolen

Le dee dentro la donna, una nuova psicologia femminile di Jean Shinoda Bolen – 1991, Astrolabio Edizioni. Un libro che aiuta le donne a prendere consapevolezza delle proprie qualità e delle proprie caratteristiche attraverso le storie e le personalità di diverse divinità mitologiche

Jean Shinoda Bolen, una spiritualità coraggiosa è un’analista di formazione junghiana che ha inglobato il suo profondo universo spirituale a quello psicologico e ha rivoluzionato l’approccio terapeutico rivolto alle donne.

The Heroine’s Journey Project

45 Master Characters di Victoria Schmidt – 2007 Writer’s Digest Books di Victoria Lynn Schmidt, Master of Fine Arts conseguito presso la Loyola Marymount University e dottorato in psicologia. Il suo arco narrativo rientra tra quelli analizzati in The Heroine’s Journey Project

The Heroine’s journey Project iniziato come un progetto di ricerca per raccogliere e analizzare letteratura, film ed esperienze di vita di trasformazione di donne e membri di gruppi emarginati, con uno schema narrativo diverso rispetto al viaggio articolato da Joseph Campbell in “The Hero with a Thousand Faces” (1949). Il team di ricercatrici universitarie americane ha analizzato centinaia di opere letterarie, mitologiche e cinematografiche; ha esaminato numerosi modelli di classificazione della trama e della narrativa e ha studiato la ricerca sulla narrativa e sul ciclo di vita condotta da psicologi e neurobiologi. Per diffondere le proprie scoperte, il team ha creato presentazioni di conferenze e progettato diversi workshop interattivi per scrittori, artisti, studenti e altri professionisti interessati a utilizzare l’eroina e gli archi di guarigione nel loro lavoro. Il sito web è stato sviluppato per condividere il loro lavoro; promuovere la discussione su eroi, eroine e archi narrativi curativi; e fornire ai lettori l’opportunità di partecipare alla conversazione e condividere le storie del viaggio della loro eroina con il team stesso e con i lettori.

Marina Pierri

Eroine, come i personaggi delle serie tv possono aiutarci a fiorire”di Marina Pierri , 2020, Tlon Edizioni. Co-fondatrice e direttrice artistica di FeST – Il Festival delle Serie Tv. Studiosa di narratologia, il suo primo libro Eroine – Edizioni Tlon esplora gli archetipi narrativi nel Viaggio dell’Eroina. È seguito dal podcast intitolato Soglie – Viaggio nei Mondi Narrativi (Storytel) ll viaggio dell’Eroina – Videoconferenza con Marina Pierri

Il dominio maschile di Pierre Bourdieu e Alessandro Serra – 2014, Feltrinelli Edizioni

Malefica, trasformare la rabbia femminile di Maura Gancitano  – 2016, Tlon Edizioni