Fare Storytelling

Storytelling per scrivere un libro e comunicare progetti di valore.

Parte prima. Lavora sullo scrittore che è in te.

La comunicazione e la scrittura che funzionano sono fatte di storytelling, cioè di persone e racconti, e tutti noi abbiamo bisogno delle une e degli altri per vivere ed esprimerci.

Come usare lo storytelling per scrivere un libro, un post, uno spot pubblicitario o comunicare un progetto di valore?

Cosa fa dello storytelling una vera arte.

Fare storytelling con serietà significa evocare un mondo con la propria voce, unica e originale, ed ispirare il lettore ad esplorarlo.

Dunque non si può scrivere solo per se stessi, lo si fa perché si avverte una forte necessità di comunicare qualcosa.

Questo a mio parere è prima di tutto un fatto di onestà intellettuale e personale. Più lo si applica, anche in azienda, per la comunicazione di progetti ed eventi, più lo storytelling guadagna efficacia e seguito.

Saper fare storytelling  è una competenza irrinunciabile per chi lavora oggi con la scrittura creativa e professionale. Se ne parla a tutti i livelli, e anche per scrivere un post è necessario che i presupposti siano capacità e voglia di raccontare.

Niente di male in tutto ciò, a parte il fatto che le tendenze e le mode producono inevitabilmente conformismo e superficialità, ma qui voglio semmai conoscerle ed esplorarle senza esserne condizionata.

Coerente con la missione del blog e con questo stesso articolo, intendo dare una testimonianza sincera.

Quando c’è il desiderio di entrare in relazione con se stessi, come autori di un testo, e con i potenziali lettori, si fa dono di una parte autentica di sé. Queste a mio avviso sono le premesse per dare vita a uno storytelling accurato, di qualsiasi testo si tratti.

Costruire contenuti di valore per la propria soddisfazione e per quella di chi vuole comunicare un progetto. Per questo, fra le altre ragioni, vale la pena fare storytelling, e farlo bene.

Mettere in pratica le regole non basta.

Scrivere bene, in modo chiaro e possibilmente semplice sono presupposti indispensabili. La luce del messaggio che vogliamo dare non verrà così oscurata da un testo complesso e articolato. Ma questo non è comunque sufficiente.

Prima di tutto devi crederci e il tuo messaggio arriva.

L’ingrediente irrinunciabile del tuo storytelling sei tu. Condividi il Tweet

Identificati, pensati nella storia e domandati come agiresti nei panni del protagonista.

Senti  una ragione profonda per raccontare una storia dal tuo punto di vista. Cogline l’essenza  e inizia a costruirla a partire da questo.

Non devi piacere al mondo intero. La tua sincera urgenza interiore è sufficiente per assicurarti un seguito. Nel caso tu sia uno scrittore emergente,  anche un pubblico di soli amici o parenti più stretti, all’inizio, può bastare per trovare fiducia.

Con onestà intellettuale ed emotiva non puoi sbagliare. Non per te. Anche se in pochi leggessero ciò che scrivi, non te ne pentirai e ti accorgerai che non hai sprecato tempo.

Piuttosto l’hai investito per scoprire altre cose di te e della vita, e per non smettere più di farlo.

Come tracciare la mappa della propria storia?

Scrivere di getto senza troppa architettura può essere un buon esercizio iniziale per abbattere il primo paletto: il tuo severo giudizio (che sappilo non è mai veramente tuo!) 😉

  • Non fermarti alla prima traccia, specie se devi rinforzare la fiducia. Fai brainstorming con te stesso e metti alcune idee sul piatto. Lo storytelling te lo chiede, a qualunque livello tu lo stia affrontando.
  • Pensa agli aspetti che ti piacciono delle storie che ami. Sono parti di te. Riconoscile e usale a tuo beneficio.
  • Allo stesso modo, puoi lavorare sulle parti di un film o di un libro che non ti sono piaciuti per smontarli e ricostruirli usando le tue idee.
  • Puoi per esempio scrivere tutto ciò che non vuoi accada nella continuazione della storia.
  • Immaginati prima il finale. Ti aiuterà nello sviluppo.
  • Usa ciò che vedi, senti, leggi. Hai molto materiale per scrivere.
  • Come quando vedi un film e ne ricordi alcune sequenze in particolare, o di un libro, alcune parti più di altre, allo stesso modo vale per la tua vita.

Hai scritto alcune pagine ricche di struttura e progettualità e altre ti si sono letteralmente “scritte addosso,” come l’arrivo inatteso di un figlio, la fine di un amore, una malattia, un lutto.

Tutta la tua esistenza e il modo in cui l’hai rielaborata, o meno, offrono materiale su cui lavorare ed esprimerti.

Per fare bene storytelling oggi non basta più saper raccontare.Bisogna catturare le persone con pazienza e rispetto della loro intelligenza.Condurle per mano, passo dopo passo, a visitare tutte le stanze della storia.

Renditi conto che rispetto a una vicenda personale o a una notizia, ciascuno interpreta. Chiunque, e forse ancor più, chi scrive per professione. Non è necessario scrivere cose che non siano mai state scritte prima. Ciò che conta è la tua voce.

Questa è un’epoca difficile, ma anche stimolante perché chiunque voglia scrivere può mettersi in gioco, sapendo  che il pubblico è veloce, frenetico, selettivo e dunque sempre meno disposto a dedicare minuti preziosi della propria vita a ciò che non lo coinvolge.

Eccoti anche Storytelling – Parte seconda 

Prima di salutarci: vuoi scrivere ma non riesci a mettere ordine fra le idee? Hai mai pensato che a volte non si porta avanti un progetto semplicemente perché si è da soli? Se vuoi darti l’opportunità di convogliare la tua creatività, la tua storia professionale in un risultato concreto su carta o in digitale,

Scopri se posso esserti d’aiutoIl gatto che scrive per te www.barbarazippo.netAlla prossima!

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